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Cnr: sono 1.132 i dipendenti a tempo determinato

ROMA, 13 dicembre – Al 30 ottobre 2024 risultano in servizio al Cnr 1.132 unità di personale a tempo determinato (td più assegni), di cui 505 con pregressi contratti – per la quasi totalità assegni di ricerca – che superano i 3 anni di anzianità. Tale analisi è indipendente dal periodo di interruzione da un contratto all’altro, pertanto, si è presa in esame la fattispecie più ampia possibile. Lo dice l’analisi sul personale del Consiglio nazionale delle ricerche con inquadramento a tempo definito.
Alla stessa data, risultano attivi 1.613 UdP con assegno di ricerca, di cui solo 8 con anzianità superiore a 3 anni. Complessivamente le unità di personale a tempo determinato e gli assegnisti di ricerca attualmente contrattualizzati sono 2.745. Di questi, coloro che hanno anzianità contrattuale inferiore a 3 anni sono pari a 2.232. 1.359 assegni di ricerca hanno una durata inferiore ad un anno. Poi, 513 UdP hanno invece anzianità superiore a 3 anni.
Il Cnr spiega: “La dinamica dei progetti attivati dall’ente in questo arco temporale è stata particolarmente intensa. L’andamento dei progetti competitivi, unitamente al Pnrr, ha infatti rappresentato un carico straordinario di attività, con un importo che negli ultimi tre anni ha superato i 1.220 milioni di euro”. Sulla base di criteri di corretta gestione e rendicontazione, nonché in ragione della struttura dei progetti vinti, “è evidente che tale carico debba essere gestito con l’attivazione di una quota di contratti temporanei (tempo determinato e/o altre forme flessibili come: assegni, borse di studio, ecc..) la cui durata va stimata in coerenza con la durata dei progetti stessi. Un meccanismo pressoché obbligato, abitualmente e ragionevolmente applicato nel sistema della ricerca in un quadro di buona gestione e di legislazione vigente ed anche in ragione dell’ammissibilità dei costi per personale (tempo determinato e tempo indeterminato) previsti dai diversi committenti europei ed internazionali”.
Il rapporto tra i contratti attivati (ed attivi) su entità delle entrate proprie, mostra chiaramente come essi siano funzionali allo sviluppo dei progetti stessi, indipendentemente dall’anzianità contrattuale. I dati relativi al rendiconto annuale 2023, vedono il Cnr con un volume di entrate pari a oltre 1,7 miliardi di euro (1,3 al netto Pnrr), di cui 817 milioni su mezzi propri (progetti e altre entrate), pari ad oltre il 47%.

Per saperne di più:
https://www.cnr.it/it/news/13179

 

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