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Cnr: Scamarcio (UniBa) nuovo direttore dell’Istituto di Nanoscienze

ROMA, 17 maggio – Arriva un nuovo direttore all’Istituto di Nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nano). Ad essere nominato è stato Gaetano Scamarcio, professore ordinario di Fisica sperimentale del Dipartimento interateneo di Fisica dell’Università di Bari e del Politecnico di Bari.
L’Istituto Cnr-Nano ha sede principale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e sede secondaria presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Si tratta di un centro di studi interdisciplinari dedicato a ricerche di frontiera nei settori più avanzati delle nanoscienze e delle nanotecnologie. L’Istituto vanta competenze all’avanguardia su tecniche sia sperimentali che teoriche, risultati di rilievo riconosciuti a livello internazionale e una stretta collaborazione con l’accademia.
“L’obiettivo primario dell’Istituto è lo studio fondamentale e la manipolazione dei sistemi su scala nanometrica – afferma Scamarcio – Le principali attività di ricerca riguardano tecnologie quantistiche a stato solido, nanobiofisica fondamentale e traslazionale, modelli teorici e computazionali alla nanoscala, fisica e tecnologia della luce alla nanoscala, superfici ed interfacce, nanofabbricazione, imaging e spettroscopia”.
“Sono onorato di assumere la direzione di un istituto di eccellenza come Cnr-Nano”, dichiara ancora Scamarcio. “Lavoreremo per rafforzare ulteriormente le nostre competenze e collaborazioni internazionali, sviluppando tecnologie innovative che avranno un impatto significativo sulla società.” Nel 2023, il sindaco di Bari Antonio Decaro e il presidente della commissione comunale Cultura e Università Giuseppe Cascella avevano consegnato una targa di riconoscimento a Scamarcio, per i contributi seminali riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale all’invenzione e alla fisica di dispositivi quantistici applicati in ambito ambientale e bio-medicale. Il prossimo 28 maggio, a Singapore, nell’ambito del Congresso annuale del Rotary International, in una sessione plenaria al cospetto di più di 13mila partecipanti, il professore riceverà il Rotary Alumni Global Award, il più alto riconoscimento per un ex partecipante ai programmi Rotary, la cui carriera professionale e le cui attività di servizio a favore dell’umanità esplicano al meglio il potenziale e l’impatto dei programmi rotariani. Il vincitore viene scelto fra una rosa di candidati proposti dai 537 distretti rotariani di tutto il mondo.

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