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Beni culturali: Cnr e Opificio pietre dure rinnovano la storica partnership

ROMA, 2 maggio – Il Cnr-Ino (Istituto nazionale di ottica) e l’Opificio delle pietre dure rinnovano la storica collaborazione a 25 anni dalla prima firma. L’obiettivo è creare un polo di ricerca di riferimento internazionale per la strumentazione ottica per la diagnostica, creando soluzioni innovative per la conoscenza e lo studio delle opere d’arte.
La convenzione iniziale risale al 1998 e ha dato vita al primo laboratorio scientifico di ricerca in Europa, frutto della collaborazione diretta tra il ministero dei Beni culturali e dicastero dell’Università e della ricerca. Da allora, restauratori, storici dell’arte, archeologi e ricercatori, uniti dalla passione per la scienza dei beni culturali, hanno lavorato insieme in maniera sistematica e interdisciplinare per prendersi cura del patrimonio italiano.
A partire dagli anni ’90 il Cnr-Ino e l’Opd hanno sviluppato insieme prototipi di strumentazione ottica per lo studio dei beni artistici che l’Opificio aveva in cura: dalla realizzazione del primo scanner basato su una singola banda nell’infrarosso (IR, fino a 1.7 mm) fino allo sviluppo dell’attuale scanner per riflettografia multispettrale in 32 bande (dal visibile all’IR). Grazie alla ricerca e all’innovazione, il team interdisciplinare Cnr-Ino e Opd ha sviluppato, testato e perfezionato in perfetta sinergia di intenti strumenti e competenze necessarie per scoprire, analizzare e interpretare anche ciò che l’occhio umano non può vedere nell’opera d’arte: i disegni preparatori, i pentimenti, il processo creativo dell’artista, avendo a disposizione immagini, modelli tridimensionali, dati spettrali ed altri dati misurati sulle opere al fine di conoscerne i segreti materici e compositivi.
Negli archivi e nelle banche dati dei due istituti si conservano oggi gli straordinari risultati di questa collaborazione: report, fotografie, filmati, immagini, mappe e modelli relativi ad indagini, interventi di conservazione e restauro eseguiti su capolavori, tanto per citarne alcuni, di Raffaello (“Madonna del cardellino”, Uffizi 2008), Piero Della Francesca (“Resurrezione di Cristo”, S.Sepolcro 2009-2011),  Caravaggio (Cena in Emmaus, Brera 2010), Leonardo da Vinci (“Adorazione dei Magi”, Uffizi 2011-2012) e di altri grandi artisti moderni e contemporanei.

Per saperne di più:
https://hsg.ino.cnr.it/

 

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