Ricerca: più trasparenza e apertura internazionale per i bandi pubblici
ROMA, 6 ottobre – “Siamo orgogliosi di presentare un metodo. Quando siamo arrivati abbiamo trovato grandi eccellenze, ma anche disomogeneità”. Ha parlato così oggi la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, a margine della presentazione delle linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca. Poi ha aggiunto: “I ricercatori hanno bisogno di rigore, certezze, trasparenza e tempi definiti”.
Rispetto al tema della fuga dei cervelli, Bernini ha spiegato: “Il fenomeno è patologico quando non è una scelta ma un obbligo. Noi mettiamo in condizione tutti, tramite una borsa di studio, di poter fare un’esperienza all’estero, ma dobbiamo dare ragioni per tornare”.
In relazione alle linee guida, i punti chiave riguardano trasparenza e semplicità, programmazione e apertura internazionale, perché i bandi vengono individuati come punto di partenza per garantire più qualità alla ricerca.
La ministra ha spiegato: “Oggi tracciamo un ulteriore passo nel percorso per l’eccellenza della nostra ricerca, un percorso che abbiamo già avviato a partire dal Piano triennale della ricerca 2026-2028, per un totale di 1,2 miliardi investiti, e dalla programmazione dei Prin con almeno 150 milioni di investimenti l’anno. Ma anche lavorando su tempi certi di apertura dei bandi e di pubblicazione delle graduatorie, e su nuovi canali di finanziamento come i Prin Hybrid e i Sinergy Grant”.
Tra gli interventi indicati dagli esperti, c’è l’allargamento internazionale dei processi di valutazione da realizzare attraverso un maggiore coinvolgimento di scienziati appartenenti a enti esteri e dei ricercatori italiani che lavorano oltre confine. Cruciale rimane, nella valutazione dei bandi, la cosiddetta peer review, ossia l’analisi compiuta da studiosi del precipuo settore di riferimento, con la proposta di potenziare ulteriormente i meccanismi di management dei conflitti di interesse. Il gruppo propone poi di valorizzare, oltre alle pubblicazioni scientifiche, anche ulteriori forme di produzione e trasferimento della conoscenza.
Focus pure sull’intelligenza artificiale, con l’esigenza di regole chiare per il suo supporto nei procedimenti di candidatura e valutazione, mantenendo sempre ferma la responsabilità del ricercatore sui contenuti. Infine, i suggerimenti degli esperti evidenziano la necessità di mettere in piedi strumenti dedicati ai ricercatori all’inizio della carriera, in maniera da favorire la mobilità, l’autonomia scientifica e la facoltà di intraprendere percorsi indipendenti di ricerca.

