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Ricerca: l’Italia entra in Sesame, hub scientifico del Medio Oriente

ROMA, 20 maggio – L’Italia fa il suo ingresso in Sesame, una delle più rilevanti infrastrutture scientifiche del Medio Oriente e uno dei migliori casi internazionali di cooperazione scientifica. Nel corso della riunione del Consiglio dell’organizzazione, svoltasi a Grenoble ieri e oggi, è stata approvata la richiesta presentata dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per conto del governo italiano, di adesione come membro associato del laboratorio internazionale con sede ad Allan, in Giordania. Un passaggio che consolida la presenza scientifica italiana nell’infrastruttura e rafforza il ruolo della ricerca come strumento di cooperazione e dialogo tra Paesi dell’area mediterranea e mediorientale.
Sesame, acronimo di Synchrotron-light for experimental science and applications in the Middle East, è un laboratorio internazionale che opera sotto l’egida dell’Unesco. Nella struttura si svolgono ricerche multidisciplinari cui partecipano scienziati provenienti da tutto il mondo. Il cuore tecnologico dell’infrastruttura è una sorgente di luce di sincrotrone, un acceleratore di particelle capace di osservare la materia su scala microscopica con un livello di precisione estremamente avanzato. Grazie a questa tecnologia è possibile studiare materiali, tessuti biologici, reperti archeologici, campioni ambientali e molecole, aprendo nuove prospettive di ricerca in fisica, chimica, biologia, medicina, scienza dei materiali e beni culturali.
Secondo Bernini, “Sesame dimostra che la scienza può costruire ponti anche dove le tensioni internazionali rendono più difficile il dialogo. L’ingresso dell’Italia come membro associato rafforza il nostro impegno a favore della cooperazione scientifica internazionale e della diplomazia della conoscenza, valorizzando il ruolo della ricerca come spazio di innovazione, confronto e sviluppo condiviso”.
Oltre al valore scientifico, Sesame incarna uno dei più significativi esempi al mondo di diplomazia scientifica. Al suo interno collaborano infatti ricercatori e scienziati provenienti da Paesi del Medio Oriente e dell’area mediterranea come Cipro, Egitto, Iran, Israele, Giordania, Pakistan, Palestina e Turchia, dimostrando come la ricerca possa creare spazi di dialogo e cooperazione anche in contesti geopoliticamente complessi.

Per approfondire:
https://www.sesame.org.jo/

 

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