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Comunicato 19 giugno 2025: Valorizzazione della Ricerca e dei Suoi Protagonisti un Imperativo per il Futuro

 

In un momento cruciale per il futuro del CNR, segnato da cambiamenti nei vertici e da nuove sfide per il sistema della ricerca pubblica, riteniamo fondamentale riportare l’attenzione su alcune criticità strutturali che da anni penalizzano il personale e compromettono l’efficacia dell’azione scientifica dell’Ente.

La valorizzazione delle competenze, la semplificazione burocratica, la libertà della ricerca e la revisione dei meccanismi di avanzamento di carriera sono temi non più rinviabili.

A tal fine vogliamo ribadire:

1) Il personale del CNR esprime da tempo un diffuso senso di insoddisfazione per la mancanza di opportunità di avanzamento di carriera. In particolare, il gruppo MIART (Movimento idonei ex art. 15) ha sollevato con forza la questione delle graduatorie ex art. 15 del CNR includono circa 1.400 idonei tra ricercatori e tecnologi che hanno superato le selezioni previste. Molti di loro hanno già dimostrato da lungo tempo il possesso di competenze e capacità tipiche dell’inquadramento superiore e attendono da anni di poter avanzare nella carriera. Il mancato utilizzo di queste graduatorie rischia di vanificare l’investimento pubblico nelle procedure selettive e di creare demotivazione e frustrazione tra il personale, con effetti negativi sulla produttività scientifica e sull’attrattività del sistema di ricerca. La valorizzazione del capitale umano della ricerca pubblica è uno degli obiettivi strategici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Lo scorrimento delle graduatorie ex art. 15 rappresenta una misura a basso costo (3% della spesa attuale per il personale), poiché riguarda personale già in servizio da molti anni: un impegno sostenibile, soprattutto a fronte dei benefici attesi.  Questa misura permetterebbe di premiare il merito, valorizzare le competenze interne e garantire maggiore stabilità e motivazione al personale, contribuendo al miglioramento complessivo della qualità della ricerca pubblica italiana.

2) È opinione condivisa che sia necessario rivedere le procedure di progressione di carriera del personale. In particolare, le selezioni interne ex art. 15, basate su criteri competitivi anziché abilitativi, risultano penalizzanti e inique. A tal proposito, desideriamo ribadire con fermezza, come ricordato dal collega Antonio Ferrara, che l’articolo 15 non è stato imposto arbitrariamente, ma è il risultato di una contrattazione che ha visto tra i suoi attuali detrattori molti di coloro che ne hanno promosso l’istituzione. Questi stessi attori hanno rifiutato il riconoscimento di uno status giuridico per i ricercatori e i tecnologi, che avrebbe posto fine a questo sistema e allineato le carriere con quelle universitarie. È importante sottolineare questo aspetto, poiché le buone idee hanno sempre molti sostenitori ed è facile confondersi sulla loro origine.

3) Al CNR, l’eccesso di burocrazia rappresenta un ostacolo quotidiano al buon funzionamento delle attività scientifiche e amministrative. Le procedure, spesso ridondanti e frammentate, sottraggono tempo prezioso alla ricerca, rallentano i progetti e sovraccaricano il personale con adempimenti formali che potrebbero essere semplificati o digitalizzati.

Questa situazione ha un impatto concreto e negativo su diversi fronti:

  • I ricercatori sono sempre più spesso costretti a dedicare una parte significativa del loro tempo a pratiche amministrative, a scapito dell’attività scientifica vera e propria.
  • Il personale tecnico e amministrativo lavora sotto pressione, dovendo gestire flussi documentali complessi e mal integrati, con una mole crescente di responsabilità.
  • La partecipazione a bandi e progetti viene scoraggiata dalla complessità delle procedure di attivazione e rendicontazione, con il rischio di perdere opportunità e finanziamenti.

4) La FGU-DR-ANPRI sostiene l’autogoverno degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR), ritenendo che le decisioni debbano essere prese da chi è direttamente coinvolto nella ricerca. Per rispondere alle reali esigenze dei ricercatori e dei tecnologi e favorire responsabilità, trasparenza e rappresentanza democratica è necessario che le comunità scientifiche interne agli EPR abbiano strumenti semplici per esercitare l’autogoverno, inclusa l’elezione dei Direttori di Istituto, di Dipartimento e del Presidente da parte del personale ricercatore e tecnologo.

4) Per garantire una ricerca che sia veramente LIBERA e INDIPENDENTE, è necessario fornire ai ricercatori e ai tecnologi le risorse economiche di base necessarie per condurre le loro ricerche senza dover dipendere esclusivamente da finanziamenti esterni e incrementare il Fondo Ordinario per gli Enti e le Istituzioni di ricerca (FOE) per assicurare che ci siano fondi sufficienti per sostenere la ricerca di base e applicata.

La FGU-DR-ANPRI ribadisce DA SEMPRE questi principi.

 

 

                                                                         Laura Fantozzi

                                              Responsabile Nazionale FGU-DR-ANPRI CNR

 

 

 

 

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