Chip: altri 30 milioni dal Mur per la ricerca nel settore
Roma, 1 settembre – L’obiettivo è l’indipendenza strategica dell’Ue sul terreno della produzione dei semiconduttori. Arrivano 30 milioni in cinque anni di ulteriori fondi da parte del ministero dell’Università e della ricerca quale contributo italiano per anticipare la realizzazione del Chips act europeo. È uno dei provvedimenti che, accanto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo nella microelettronica e all’istituzione di un Comitato tecnico per la microelettronica, dà vita al Chips joint undertaking, il primo finanziamento di una linea pilota anche italiana per realizzare progetti nel settore dei chip. L’iniziativa del Mur scaturisce dall’esigenza di rispondere alla crescente domanda di tecnologie avanzate per i chip e al riconoscimento della loro importanza strategica in diversi settori.
“L’Italia nel campo dei semiconduttori è già all’avanguardia. Tutti i Paesi più evoluti considerano le nostre imprese un punto di riferimento – spiega la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini -. Abbiamo competenze, tecnologie e leadership. Il mondo ci ammira, ma un primato si mantiene solo con impegno e risorse”. Bernini aggiunge: “I 30 milioni stanziati dal Mur per i prossimi 5 anni, insieme ai 150 milioni previsti dal Fondo italiano per la scienza applicata (Fisa, ndr), contribuiranno a migliorare e a sostenere la posizione dell’Italia nel settore strategico dei microchips, su cui si gioca la guida tecnologica europea. Il contributo italiano – conclude la ministra – sarà determinante per rafforzare le capacità dell’Europa nell’industria globale dei semiconduttori”.
Nello specifico, le risorse messe a disposizione supporteranno i progetti dei ricercatori per accedere ai co-finanziamenti europei del Chips Act sulle ricerche più innovative e con implicazioni di mercato.
Per saperne di più:
https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-chips-act_it

