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Nobel per la Fisica, Cnr: “Aprono la strada alla comprensione di fenomeni ultraveloci”

ROMA, 6 ottobre – “Il premio Nobel per la Fisica 2023 è stato assegnato a Pierre Agostini, Ferenc Krausz e Anne L’Huillier per il loro contributo alla generazione di impulsi di luce ad attosecondi (1 attosecondo = 1 miliardesimo di miliardesimo di secondo) che hanno permesso lo studio delle dinamiche degli elettroni negli atomi, nelle molecole e nella materia”. È il commento ai riconoscimenti da parte di Caterina Vozzi, direttrice dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie (Cnr-Ifn).
“Gli elettroni si muovono negli atomi con velocità molto elevate, e lo studio del loro comportamento permette la comprensione dei principi fondamentali che regolano le interazioni degli atomi con la luce o fra di loro nella materia. Per poter osservare fenomeni così rapidi – prosegue Vozzi – è necessario disporre di sorgenti di luce altrettanto veloci, nell’ordine degli attosecondi, che, come il flash di una macchina fotografica, sono in grado di “catturare” i “fotogrammi” del moto degli elettroni”.
“Anne L’Hullier ha studiato nel corso degli anni ’90 il fenomeno della generazione di armoniche di ordine elevato che sta alla base della produzione di impulsi di luce ad attosecondi. Nel 2001, un gruppo di ricercatori coordinato da Pierre Agostini è riuscito a caratterizzare il primo treno di impulsi ad attosecondi, mentre un gruppo guidato da Ferenc Krausz ha misurato il primo impulso singolo. Le sorgenti ad attosecondi sviluppate con queste ricerche – conclude Vozzi – hanno aperto la strada alla comprensione di fenomeni ultraveloci nella materia con potenziali applicazioni che vanno dallo sviluppo di nuovi materiali, alla comprensione dei meccanismi di fotoprotezione del Dna”.

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