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Ricercatori, Berkeley: Italiani malpagati rispetto a francesi, inglesi e tedeschi

ROMA, 5 aprile – Tanto stimati quanto malpagati. È il destino dei ricercatori italiani che continuano a subire un gap salariale enorme rispetto ai colleghi europei. Da una parte il bando Starting grant dell’European research council del 2022 mostra che su 397 finanziamenti a studiosi del Continente, i nostri connazionali beneficiari sono stati 58, secondi solo ai tedeschi. Dall’altra, emerge che in avvio di carriera le buste paga dei ricercatori italiani sono la metà di quelle dei tedeschi, un terzo più leggere di quelle dei francesi e addirittura il 74% in meno di quanto intascano i colleghi inglesi.
I numeri arrivano dalla “Research and Occasional Paper Series” del Center for Studies in Higher Education della University of California – Berkeley, studio commissionato dalla Crui, la Conferenza dei rettori delle università. Il confronto sull’attrattività degli atenei europei è impietoso: peraltro gli enti accademici italiani non possono calibrare e negoziare la remunerazione in fase di ingresso e non prevedono strumenti chiari di attrazione dei cervelli stranieri.
La situazione, peraltro, non sembra aver imboccato un trend di miglioramento, tutt’altro: nell’ultimo decennio c’è stata una riduzione del 3% del personale accademico, mentre negli altri Paesi accade il contrario. Di conseguenza, anche l’età media dei ricercatori si è alzata: 52 anni in Italia per un professore associato, contro i 47 anni in Germania, 46 in Francia e 43 in Gran Bretagna.

La ricerca:
https://escholarship.org/uc/item/08×00432

 

 

 

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