Bonus cervelli: prorogata la detassazione del 90% del reddito Irpef
ROMA, 2 maggio – Prorogata la detassazione per il rientro in Italia di docenti e ricercatori universitari che alla data del 31 dicembre 2019 abbiano beneficiato della riduzione dell’imponibile al 10%. La misura, pensata per rilanciare lo sviluppo scientifico ed economico del Paese, è applicabile a prof e studiosi che siano stati iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) o che siano cittadini di Stati membri dell’Unione Europea. Devono, naturalmente, aver trasferito in Italia la residenza prima dell’anno 2020.
È stata l’Agenzia delle Entrate a chiarire le caratteristiche dell’incentivo con una circolare ad hoc, che spiega la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2022. L’agevolazione ha una validità di sei anni, ma viene estesa a otto qualora i docenti o ricercatori abbiano figli minori o a carico (fino a 11 e 13 anni, rispettivamente, per i docenti e ricercatori che abbiano almeno due o tre figli minorenni o a carico), così come nel caso in cui diventino proprietari di una casa in Italia, successivamente al trasferimento della residenza o nei dodici mesi precedenti.
Il “bonus cervelli” si basa dunque sulla detassazione totale del 90% del reddito imponibile derivante da attività di ricerca o docenza nella Penisola.

